Massimo Biloni, Direttore Generale di SAPISE, ci presenta il riso e alcune curiosità che riguardano questo cereale, nonché la sua azienda, per la serie di interviste che stiamo rivolgendo agli operatori del settore in relazione al progetto “Mandala di Riso – Dal risone al rosone” (progetto ideato da Livio Bourbon e realizzato in collaborazione con l’Associazione Strada del Riso Vercellese di Qualità).

Biloni si è interessato sin dall’inizio al Mandala di Riso e si è reso disponibile a contribuire con SAPISE alla realizzazione del “Mandala da Record” prevista per il 24 e 25 Maggio 2015 a Vercelli. L’azienda, il cui acronimo sta per “Sardo Piemontese Sementi”, produce e commercializza semente di riso in tutta l’area del Mediterraneo, con ufficio amministrativo in Vercelli.

Massimo Biloni, Direttore Generale di SAPISE

Massimo Biloni, Direttore Generale di SAPISE

Massimo Biloni, come e quando è arrivato il riso nel Piemonte Orientale?

Il riso è arrivato nel Piemonte Orientale molti secoli fa. Ci sono tracce della sua presenza nell’Abbazia di Lucedio nel XII secolo. Allora i monaci benedettini lo conservavano come pianta officinale nei loro cosiddetti “Orti dei Semplici”. Si ritiene che la coltivazione sia iniziata nel XV secolo.

Ma il riso è un frutto o un fiore e… quante sono le varietà di riso nel mondo? Ci racconta del polline?

Il chicco di riso è un frutto, tecnicamente chiamato cariosside. Ma in origine era un fiore. Le due glumelle che racchiudono il granello bianco sono rigide a raccolto, ma al momento della fioritura tra fine luglio e inizio agosto sono delicate e corrispondono ai due petali della corolla di un fiore normale. Alla base ci sono due glume che corrispondono ai sepali del calice di un fiore normale. Anche il polline è formato sulle antere di 6 stami e cade senza il ricorso agli insetti pronubi (api) sullo stigma bifido piumoso che è alla base.

SAPISE crea ogni anno nuove varietà di riso. Quali procedimenti si utilizzano per crearle e incrociarle? Quante se ne fanno? E perché si cercano sempre nuove varietà?

SAPISE ha un Centro Ricerche completamente dedicato allo studio del riso e allo sviluppo di varietà. I procedimenti sono totalmente naturali e non si fa uso di OGM. La resistenza alle malattie, agli insetti, alle infestanti ed agli stress climatici (ad es. il freddo) sono i principali caratteri che vengono cercati nell’attività di selezione per poter continuare a mangiare risi di alta qualità ma ottenuti da piante più produttive e più rispettose dell’ambiente. Al contrario di altre colture come il mais e il grano che sono coltivate su vasta superficie in Italia e che derivano da miglioramento genetico per la maggior parte straniero, per il riso coltivato in Italia ed Europa il miglioramento genetico è principalmente italiano.

Una mietitrebbia al lavoro nelle risaie vercellesi (foto fornita da SAPISE)

Una mietitrebbia al lavoro nelle risaie vercellesi (foto fornita da SAPISE)

Quante sono le varietà che realizzate?

SAPISE ha sviluppato negli anni una trentina di varietà, alcune delle quali molto affermate sul mercato italiano ed europeo (Venere, Ermes, Apollo, Cerere, Carnise, Sirio, Luna, Sole, Mare, ecc.). Non solo, SAPISE svolge un’attività di moltiplicazione di sementi delle varietà più storiche: Carnaroli, Baldo, Roma, S.Andrea, Balilla, ecc.

Quindi avete tante risaie… quante sono le vostre varietà? Con che strumenti le lavorate?

L’attività di ricerca si svolge in parcelle, ovvero piccoli campi. Eseguito l’incrocio inizia l’attività di selezione che può richiedere più di 10 generazioni. In Italia si coltiva riso una volta all’anno ma è possibile coltivare una seconda generazione invernale in contro-stagione in un paese dell’emisfero boreale (noi lo facciamo in Uruguay) o in una cella climatica. In questo modo si possono ridurre i tempi a 5-6 anni ma occorre avere sempre molta pazienza per verificare che la nuova varietà soddisfi le esigenze dell’agricoltore, dell’industria di trasformazione e del consumatore. Si utilizzano strumenti sperimentali: piccole seminatrici, piccole sgranatrici, piccoli essiccatoi, ecc.

Davanti al Mandala di Riso, abbiamo parlato con il monaco buddista Shoryo Tarabini e ci ha detto che in Italia non trova il riso Mochi… Può pensarci SAPISE, la Vostra impresa?

Le varietà “mochi” hanno un amido particolare (privo di amilosio) che non è tipico dei risi consumati in Italia. Ci sono varietà “mochi” italiane ma non sono coltivate perchè non si saprebbe a chi venderle. Se ci fosse la richiesta SAPISE potrebbe certamente pensarci.

Altro da aggiungere su SAPISE?

SAPISE abbraccia il riso a 360 gradi, dai risi della tradizione a quelli più innovativi. E lo fa con un occhio attento alla qualità, all’ambiente ed alla promozione del territorio. Siamo fieri che i colori neri, rossi e bianchi dei nostri risi creino emozioni non solo al palato ma anche agli occhi e all’animo, come nel mandala. La ricchezza della biodiversità del riso italiano è qualcosa di unico al mondo ma questo è poco noto addirittura a casa nostra. SAPISE è al fianco di chiunque voglia promuovere questo interessantissimo mondo.