Si avvicinano due monenti importanti per il progetto “Mandala di Riso – Dal risone al rosone”: la realizzazione del Mandala “da Record” nella sala della Borsa Risi di Vercelli prevista per il 23 e 24 Maggio 2015 e la realizzazione di un Mandala di Riso sulla terrazza di Superstudio Più in Via Tortona a Milano, nell’ambito degli eventi collaterali ad Expo 2015.

Insieme al cereale di cui Vercelli è “Capitale Europea” e all’immagine del rosone della Basilica di Sant’Andrea, simbolo della della città, il Mandala di Riso è un modo nuovo per veicolare, tra gli altri valori, cultura e arte del Vercellese. Il Mandala di Riso, oltre ad istituzioni e aziende, aggrega soprattutto persone, competenze e passioni.

Continuiamo a conoscere i protagonisti di questo progetto con un’intervista a Cinzia Lacchia, conservatrice del Museo Borgogna di Vercelli.

Come il Museo Borgogna partecipa al progetto del Mandala di Riso ideato da Livio Bourbon?

Il Museo Borgogna è socio attivo dell’associazione Strada del Riso Vercellese di qualità che ha permesso e attivato la conoscenza reciproca degli associati nelle diverse categorie e ha promosso la diffusione del progetto ideato da Livio Bourbon per allargarlo e farne partecipi il maggior numero di associati.

Dall’informazione sull’idea germinale del progetto, si è man mano arricchito di contenuti e partecipanti vista la validità del tema e l’approccio multidisciplinare e culturale, oltre che interreligioso, che si è sviluppato dall’incontro di persone e idee.

Un apporto fondamentale è dato dalla partecipazione attiva degli studenti e dagli insegnanti delle scuole coinvolte che diventano i veri protagonisti della creazione del Mandala.

Il Museo Borgogna è stato coinvolto per la sua identità storica di legame con il territorio di riso e soprattutto per la valenza del suo patrimonio artistico.

Il Museo Borgogna è di primaria importanza a Vercelli e oltre. Tra le sue opere, si trovano riferimenti al Vercellese, e al riso in particolare?

Oltre ad essere il primo museo aperto al pubblico in città dal 1908, è uno dei musei più importanti per la ricchezza del suo patrimonio, e non solo per il prestigioso e conosciuto nucleo del Rinascimento piemontese, ma anche per la sua collezione moderna dell’Ottocento, dove una parte significativa è rappresentata proprio dai dipinti dedicati al paesaggio di risaia con il suo capolavoro più noto: il dipinto del divisionista Angelo Morbelli raffigurante le mondine chine sullo specchio d’acqua durante il faticoso lavoro nella risaia.

Il progetto Mandala di riso quindi ci ha subito affascinati perché risponde ed esalta la nostra missione e la volontà di fare cultura attraverso il dialogo tra le arti e la messa in gioco delle diverse competenze, il confronto dei punti di vista e la partecipazione del pubblico.

Cinzia Lacchia nelle sale del Museo Borgogna mentre presenta l'opera del Morbelli

Cinzia Lacchia nelle sale del Museo Borgogna mentre presenta l’opera del Morbelli

Mandala di Riso – Dal risone al rosone, è un progetto che coinvolge gli studenti delle scuole che possono avvicinarsi all’arte in un modo inusuale e concreto. Il Museo Borgogna è decisamente impegnato nella didattica. Quali attività svolge e qual è il suo apporto per il Mandala di Riso?

Ormai da anni, grazie alla passione del nostro staff e alla fiducia del nostro presidente avv. Francesco Ferraris, abbiamo ideato e attivato diversi progetti di didattica (progetto Jump per le scuole in rete con gli altri musei cittadini e Merendarte) e iniziative le più differenziate (L’Arte si fa sentire con concerti, conferenze, percorsi e laboratori, spettacoli, ecc.) aperti alle varie fasce di pubblico. Facciamo molta didattica sul nostro patrimonio per poterlo conoscere e apprezzare, coinvolgendo diversi operatori e soprattutto con un rimando sempre alla valorizzazione delle emergenze più significative del nostro territorio. In questo modo sono nati i percorsi e i laboratori anche sensoriali sul riso e sull’alimentazione, dedicati alle scuole e non solo, gli itinerari di visita dal Museo alla città e al territorio con il coinvolgimento dell’Associazione Ovest Sesia, degli altri musei, dell’Arcidiocesi, di alcune cascine e del Mulino di Fontanetto Po, solo per citarne alcuni. Gli studenti della Scuola Media Avogadro, accompagnati dalla professoressa Maria Rita Novella, hanno potuto sperimentare questo percorso mentre lavoravano in classe alla preparazione del Mandala, il primo realizzato in occasione della Fiera in Campo (28 Febbraio – 1 Marzo 2015) grazie alla collaborazione di ANGA.

Qui abbiamo conosciuto e dialogato con il monaco buddista Shoryo Tarabini ed è stato particolarmente emozionante lo scambio di energia e di conoscenza, sottolineati poi dall’incontro e dalla benedizione congiunta con l’Arcivescovo di Vercelli, tanto da accrescere e da sviluppare nuove opportunità di lettura del Mandala di Riso.

Il Museo Borgogna con la sua sezione educativa, composta da Roberta Musso e Giulia Enrico, collaborerà per la realizzazione del grande Mandala di Riso in Borsa Merci il prossimo maggio dove questa volta ci saranno anche gli studenti del Liceo Artistico di Trino e Vercelli. Il Museo parteciperà, nella giuria, al concorso organizzato dall’Associazione 12 Dicembre capitanato da Cristiano Luparia (detto SirTwo) per la realizzazione di mandala affidati alla creatività di giovani artisti writers che si sfideranno a colpi di bombolette.

Attività didattiche per i bambini al Museo Borgogna

Attività didattiche per i bambini al Museo Borgogna

Oltre alla didattica, il Borgogna è noto per avere ideato iniziative innovative che permettono di avvicinare all’arte e alla cultura anche chi è meno sensibile verso questi temi. Possiamo dire che il progetto Mandala di Riso è un ulteriore strumento per rafforzare il legame con i visitatori e per la promozione del territorio?

Si tratta anche per noi di un’esperienza nuova e molto stimolante, che spero agevolerà il dialogo e la crescita tra gli artisti e le istituzioni culturali sul tema del riso e della valenza culturale e spirituale del nostro patrimonio artistico che ha, nel simbolo scelto, un punto di unione e anche di amplificazione di contenuti in modo reciproco tra arte antica e contemporanea, un incontro di linguaggi e una riflessione sul cibo in diverse parti del mondo. Come dalla ruota del rosone di Sant’Andrea, simbolo del progetto, da cui si dipartono tanti raggi e tante storie sul riso e non solo.