Il MAC, nuovo museo archeologico di Vercelli

Il MAC, nuovo museo archeologico di Vercelli

La storia di Vercelli dal III secolo a.C., quando era poco più di un villaggio, fino al IV secolo d.C., quando divenne una vera e propria città. Tutto questo raccontato in 7 sale espositive e con oltre 600 reperti allestiti nell’ex monastero di Santa Chiara: monete, anfore, urne cinerarie ritrovate a Vercelli e custodite finora negli archivi della Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte a Torino. Questo è il nuovo MAC, il museo archeologico civico “L. Bruzza”, allestito proprio su due piani nella manica medievale del broletto di Santa Chiara, in corso Libertà. Si tratta di un museo tradizionale, ma anche di uno spazio multimediale in cui viene descritta la città antica attraverso diverse aree tematiche “dalla domus alla necropoli”.

A condurre la visita è l’ologramma di Apollo, divinità presente nel museo con un alter ego in marmo: la famosa statua di Apollo, alta due metri, risalente al I secolo a.C., trovata nel 1573 scavando tra l’attuale corso Palestro e il liceo scientifico. Il nuovo museo cittadino si presenta quindi come un polo multimediale estremamente interessante e rivolto al pubblico più svariato, dove i visitatori possono scoprire usi e costumi della Vercelli romana, dove gli studenti possono fare lezioni in una speciale aula didattica insonorizzata e dove gli studiosi e gli esperti di vario genere possono tenere conferenze. Le teche mostrano al pubblico diverse centinaia di manufatti prodotti in questo territorio, ma anche importati da altre civiltà, grazie ai contatti commerciali che caratterizzavano Vercellae nell’antichità.

La prima stanza racconta proprio la città di Vercelli dal punto di vista urbanistico, le usanze e le abitudini dei cittadini. Sono quindi esposti materiali d’uso comune, come tegami, piatti e monete di diverse epoche. La sala successiva parla di ricchezza e di gusto artistico, con le decorazioni parietali trovate nella domus del Brut Fond: è stato qui ricostruito un intero soffitto decorato. Vengono poi descritti aspetti della vita quotidiana, grazie a oggetti per l’igiene personale o alle belle lucerne. L’ultima parte del museo riguarda infine la necropoli: sotto i vetri vengono mostrati corredi funebri, una stele funeraria e oggetti di culto. Chiude infine il percorso una teca con reperti esclusivi trovati in un pozzo in corso Prestinari: coppette in legno, fermacapelli, dadi da gioco e pettini.

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