A Trino Vercellese la ex sinagoga si trova nell’edificio del vecchio ghetto ebraico. Come sempre per le sinagoghe di ghetto, il luogo di culto non è in alcun modo riconoscibile dall’esterno, coperto dal grande caseggiato.

Dopo l’emancipazione del 1848 il declino demografico della comunità ha portato alla chiusura della sinagoga, che fu smantellata nel 1965, vendendo la sala e usandola come circolo ricreativo per ragazzi. Gli arredi lignei settecenteschi, opera dello scultore Benedetto Alfieri, furono trasportati in Israele a Ramat Gan e all’Eretz Museum di Tel Aviv, dove l’intera sinagoga di Trino è stata restaurata nel 2006 e fedelmente ricostruita in una sala.

Le testimonianze a disposizione documentano nel 1761 una comunità di 35 persone nel ghetto di Trino, ma nel 1880 si contavano ben 100 unità; da allora i numeri della Comunità Ebraica iniziarono una lenta decrescita,  fino all’integrazione con la comunità torinese prima della Seconda Guerra Mondiale. A testimonianza della presenza della comunità di Trino resta il cimitero di via Cesare Battisti, con una lunga siepe, numerose lapidi immerse nel verde e un arco in stile moresco molto suggestivo.

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