Il duomo di Sant'Eusebio

Il duomo di Sant’Eusebio

Il Duomo che oggi vediamo non è l’antico tempio realizzato nel IV secolo d.C. dal primo vescovo Eusebio, ma una costruzione la cui nascita e sviluppo avvenne in diverse fasi e in tempi più vicini a noi.

La fase più antica oggi visibile è il possente campanile eretto nel XII secolo, che dominava una cattedrale a cinque navate, preceduta da un ampio portico e la cui abside era decorata a mosaico; nel presbiterio era collocato l’ambone scolpito da Benedetto Antelami, a cui forse appartiene la piccola statua della Madonna dello Schiaffo.

Nella seconda metà del XVI secolo Pellegrino Tibaldi, su committenza del vescovo locale, ristrutturò l’edificio, distruggendo ciò che rimaneva della chiesa medievale e rivedendo l’impianto basilicale con l’edificazione di cappelle laterali. In una cappella della navata destra della cattedrale (la cappella del beato Amedeo) sono sepolti alcuni illustri esponenti della dinastia dei Savoia: il duca Amedeo IX che fu anche beato, Carlo I, Carlo III, la duchessa Jolanda e Vittorio Amedeo I. Nella cappella opposta riposano le spoglie di Sant’Eusebio e dei vescovi vercellesi.

L’ultima fase, ottocentesca, vede l’apposizione della sequenza di statue sulla facciata.

All’interno, non si può fare a meno di ammirare il preziosissimo crocifisso datato all’anno Mille.