Un dettaglio della Vita della Vergine, opera di Gaudenzio Ferrari, nella chiesa di San Cristoforo a Vercelli

Un dettaglio della Vita della Vergine, opera di Gaudenzio Ferrari

Edificata nel 1515 per iniziativa dell’Ordine degli Umiliati dopo l’abbattimento di una chiesa preesistente che risaliva al XII secolo, la chiesa di San Cristoforo è il luogo vercellese per eccellenza dove ammirare i capolavori di Gaudenzio Ferrari, massimo pittore rinascimentale del territorio.

Sull’altare maggiore, la Pala della Madonna degli Aranci, olio su tavola, raffigura la Madonna col Bambino e San Giuseppe circondati dai santi Cristoforo, Giovanni Battista, Nicola da Bari e due religiosi con il saio bianco tipico degli Umiliati (si suppone trattarsi del beato Orico e di Nicolino Corradi di Lignana, committente della chiesa). Come sempre in Gaudenzio, due angioletti ai piedi del gruppo si preparano a suonare un liuto e un violino.  Sullo sfondo, un folto intreccio di rami di un melo aranciato, tipico della Valsesia, ha fatto attribuire per secoli alla pala il nome di Madonna degli aranci.

Nel transetto destro si trovano gli affreschi delle Storie della Maddalena completati nel 1533, come ricorda una lapide, mentre un angelo che regge una targa avverte lo spettatore che le vicende raffigurate ricalcano il racconto agiografico contenuto nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine. Accanto, una grandiosa Crocifissione completa, come scena di più intensa tensione drammatica, il ciclo di affreschi dedicati alla Maddalena: in uno spazio prevalentemente verticale, sono raffigurati i tanti personaggi che assistono alla scena, nello spazio “umano” in basso, contrapposti alla scena in alto con le figure del Cristo e dei ladroni e quelle degli angeli che fanno da corona.

Nella parte opposta del transetto si trova un ciclo di affreschi simmetrico a quello della Maddalena, in questo caso raffigurante la Vita della Vergine. I grandi riquadri si dispongono attorno a una finestra sormontata da una sibilla, mentre sotto di essa, sono inginocchiate due donne offerenti, vestite a lutto e accompagnate dai loro santi protettori (si tratta di due nobildonne della famiglia Corradi di Lignana con i santi Caterina e Nicola). Come per la cappella della Maddalena, un affresco più grande esprime il punto di più elevata tensione ideale del ciclo: l’Assunzione della Vergine. La composizione della scena anche in questo caso si snoda su due piani, quello terreno e quello celeste. Nel primo è raffigurato il gruppo degli Apostoli, con al centro un San Tommaso al quale un angelo porge la cintura della Vergine, in modo che i suoi dubbi vengano fugati. Le braccia degli Apostoli invitano lo spettatore a guardare la Vergine trasportata in cielo da vivaci angeli.

Le grandi fasce decorative poste sopra agli affreschi sono realizzate a grottesche monocrome, anch’esse opera di Gaudenzio Ferrari e della sua bottega.

La visita guidata virtuale della Chiesa di San Cristoforo

Le storie della Vergine L’affresco dell’Assunzione La pala della Madonna degli Aranci Le storie della Maddalena L’affresco della Crocifissione