L’antico ospedale novarese, costruito a partire dal 1628 all’interno delle mura cittadine dopo la distruzione spagnola di quello originario nel quartiere di Sant’Agabio, venne ampliato su progetto di Alessandro Antonelli. Il celebre architetto venne chiamato a ridimensionare quanto progettato da Stefano Ignazio Melchioni per inserire l’ospedale nel piano regolatore della città: è antonelliano quindi il grande corpo a forma di L collegato al resto dell’edificio con due corridoi laterali. Per motivi di igiene, su modello dell’ospedale torinese di San Luigi Gonzaga, tutti gli ambienti sono stati pensati per essere perfettamente aerati e illuminati.

Come per la Cupola, pare che anche per questa costruzione l’Antonelli curò personalmente la scelta dei materiali.

Oggi la parte antonelliana dell’ospedale è quella più di rappresentanza, ospita gli uffici ed è ben riconoscibile grazie a cortili porticati che ospitano medaglioni e busti dei più importanti personaggi dell’aristocrazia novarese dell’Ottocento.