Lo scurolo di Sant’Alessandro a Fontaneto d’Agogna, detto anche “la rotonda”, è annesso alla parrocchiale della Beata Vergine Maria Assunta, costruita nel XV secolo da Filippo Maria Visconti su una preesistente chiesa cimiteriale del X secolo. Ampliata in stile barocco, a metà dell’Ottocento vide la firma dell’architetto Alessandro Antonelli per la realizzazione proprio della cosiddetta rotonda, un sacello destinato a custodire le spoglie di Sant’Alessandro portate da Roma. Come dice il nome, si tratta di un edificio a pianta circolare che riprende espicitamente lo stile classico romano, con copertura a cupola decorata, all’interno, da lacunari fioriti. L’edificio ha 12 metri di diametro ed è scandito da 12 colonne addossate al muro perimetrale, in una sorta di studio (siamo nel 1843) per quella che è anche la struttura della cupola di San Gaudenzio a Novara.

L’apparato scultoreo interno venne affidato allo scultore novarese Giuseppe Argenti, che lavorò con Antonelli anche nella parrocchiale di Oleggio: qui si possono vedere 12 statue in terracotta che raffigurano i santi onomastici dei committenti fontanetesi. Le figure di San Melchiorre, San Luigi, San Carlo, San Giuseppe, Santa Elisabetta, San Domenico, San Sebastiano, Santa Caterina, San Gaudenzio e San Giovanni Battista sono quindi firmate dall’Argenti, come i quattro angeli dell’altare e dell’arco d’ingresso e i 10 bassorilievi in stucco bianco che rappresentano gli episodi della storia di Sant’Alessandro.

Questo progetto antonelliano ripropone la forma del tempietto che già l’architetto aveva realizzato nel 1821 per l’altare dell’oratorio di San Rocco, sempre a Fontaneto.