E’ dell’architetto Alessandro Antonelli il progetto dello scurolo della Beata Panacea, giovanissima vergine martire di famiglia ghemmese, uccisa in Valsesia a Quarona e ancora oggi oggetto di una radicata devozione popolare. Lo scurolo a pianta circolare venne aggiunto tra il 1864 e il 1875 al lato destro della sei-settecentesca chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine Assunta, grazie al lascito testamentario di un cittadino che aveva fatto fortuna a New York e per questo era detto “l’Americano”. Il corpo della martire è custodito sull’altare in due urne: una interna in argento lavorato databile al XVII secolo e una esterna ottocentesca in legno dorato, vegliate dalle statue marmoree dei santi Pietro e Paolo. La struttura è circondata da 12 colonne con capitello corinzio che creano uno stretto deambulatorio e che sostengono la cupola decorata a esagoni schiacciati e illuminata dal lucernario centrale.

La chiesa parrocchiale, dentro la quale si possono ammirare tra le altre opere affreschi e tele del Settecento del Peracino, ha una bella facciata barocca sulla piazza principale dei Ghemme, piazza intitolata proprio all’illustre ghemmese Alessandro Antonelli quando era ancora in vita. Proprio a Ghemme, infatti, nella cosiddetta Casa Caccioni, nacque l’architetto, oggi ricordato in facciata da una lapide in marmo.