L’attuale parrocchiale di Bellinzago, in questa forma grazie allo sforzo dei bellinzaghesi nel 1837, venne realizzata su progetto dell’architetto Alessandro Antonelli, che di persona pose la simbolica prima pietra.
Si tratta della terza fase di costruzione della chiesa sull’antica area sacra già documentata nel 1347 e poi riconsacrata nel 1595 dal vescovo di Novara Carlo Bascapè, vescovo di Novara, consacrò la nuova chiesa Parrocchiale di San Clemente (è in questa fase che si intitola il complesso a San Clemente).

Mentre il campanile settecentesco venne abbellito e rialzato, la navata centrale cinquecentesca rimase uguale e l’Antonelli si limitò a costruire le navate laterali e un’elegante cupola. La facciata rimase quella barocca.
Ma come spesso accade, la parrocchiale di Bellinzago, stando ai disegni firmati dall’architetto, doveva essere costruita diversamente: lui aveva pensato a un edificio prolungato con l’aggiunta anteriore di un portico esastilo e una tribuna superiore, con anche la presenza di due cappelle con cupolette collocate dove oggi si trovano l’altare del Corpus Domini e lo Scurolo dei Santi Martiri Pacifico e Cristina (detto “dei Santini”, progettato dal figlio di Antonelli, Costanzo). A lato dell’altare del Corpus Domini e dello Scurolo sono visibili le quattro statue degli Evangelisti eseguite dallo scultore Giuseppe Argenti e disegnate dall’Antonelli stesso, così come i due busti di marmo raffiguranti il prevosto Serafino Bellini e proprio Alessandro Antonelli. Curioso, ma tipico della devozione popolare, l’altare laterale di Gesù Adolescente e di Maria Bambina, il più recente della chiesa.

A completare il complesso ci doveva essere uno slanciatissimo campanile dietro l’abside e il portico delle case parrocchiali avrebbe dovuto unire la chiesa all’Asilo De Medici. Anche la prima porzione della casa parrocchiale fu costruita sui disegni dell’Antonelli nel 1844 e poi ampliata nel 1878. Alla chiesa sono annessi i due oratori delle Confraternite del SS. Sacramento (1844) e della Madonna del Rosario (1878).

La facciata barocca presenta nove statue alte ognuna 2,5 metri: Santa Cristina, uno dei “Santini” locali, Sant’Adolfo, voluta dalle associazioni cattoliche in omaggio al prevosto, l’Ausiliatrice, San Grato, protettore delle campagne bellinzaghesi e il Patrono San Clemente, mentre nelle nicchie sottostanti San Francesco d’Assisi e San Giovanni Bosco, San Pacifico, l’altro dei “Santini”, e Santa Teresa del Bambin Gesù. In centro alla facciata, la vetrata di Antonio Siletti del 1931raffigura l’Ostensorio e due Angeli in adorazione.