Nella Bassa Novarese, al confine con la Lomellina, a Borgolavezzaro, nel 1835 Alessandro Antonelli fu incaricato di progettare la parrocchiale dei Santi Bartolomeo e Gaudenzio, ma la realizzazione fu poi quella del nuovo progetto ridimensionato tra il 1856 e il 1863. A volere questa chiesa, sul luogo di un edificio precedente, fu il prevosto Iacchetti, originario di Riva Valdobbia, in Valsesia. Lo stile, riconoscibilmente antonelliano, ripropone gli elementi dell’architettura classica come le grandi colonne con capitelli corinzi, il pronao, il timpano con due raffigurazioni allegoriche, cornici e lesene. Al centro del timpano, tra le due raffigurazioni angeliche della Fama, un tondo con il Padre Eterno. Dipinto sopra al portale d’ingresso, si trova il martirio di San Bartolomeo.

Anche l’interno è dominato dagli elementi classici, come è tipico dello stile neoclassico: una navata unica con una grande volta a botte appoggiata su colonne; come sempre l’Antonelli ha sperimentato in questo edificio nuovi esempi di statica, con l’utilizzo di mattoni e calce. Solo l’altare marmoreo appartiene all’edificio precedente, così come il campanile seicentesco inglobato nella costruzione antonelliana.