La cupola antonelliana e il campanile di Benedetto Alfieri

La cupola antonelliana e il campanile di Benedetto Alfieri

L’elemento architettonico più significativo della basilica e il vero simbolo della città di Novara è la sua maestosa cupola, alta 121 metri, progettata dall’architetto-ingegnere Alessandro Antonelli. Il primo progetto venne presentato nel 1841 mentre i lavori iniziarono nel 1844: ci vollero ben 44 anni per terminare l’opera! Nel frattempo Alessandro Antonelli si era dedicato anche alla realizzazione della Mole Antonelliana di Torino. Dal 16 maggio 1878 dello stesso anno sulla cima della cupola domina la città la statua del Cristo Salvatore (e non di San Gaudenzio come si potrebbe ritenere), opera di Pietro Zucchi realizzata in bronzo ricoperto di lamine d’oro, alta quasi 5 metri (oggi l’originale è in basilica, mentre all’aperto è stata collocata una copia in vetroresina).

La cupola, che è un vero e proprio pantheon aereo, inno al Neoclassico, poggia sui quattro piloni portanti all’incrocio tra la navata e il transetto. Negli anni Trenta furono eseguite opere di consolidamento in cemento armato ad opera dell’architetto Arturo Danusso, che hanno però irrigidito la struttura della cupola stessa, realizzata per circa il 90% di laterizio. La genialità di Alessandro Antonelli fu proprio quella di aver progettato il suo edificio scomponendolo in una serie di tanti cerchi concentrici che si innalzano verso il cielo, sempre più piccoli, scaricando man mano il peso sulla struttura portante: è come se fossero almeno tre cupole una dentro l’altra. In caso di cedimento strutturale la cupola collasserebbe su sé stessa e non sugli edifici circostanti.

Per la costruzione l’Antonelli decise di utilizzare solo materiali della zona, per legarla più intimamente al suo luogo di appartenenza; la struttura è infatti interamente in mattoni (prodotti nella novarese Fornace Bottacchi) e calce, senza impiego di ferro, e pertanto rappresenta uno degli edifici in muratura più alti del mondo.

Nonostante i lavori siano durati quasi 50 anni, l’opera non fu mai completata; nelle intenzioni dell’architetto, infatti, la seconda cupola interna, che oggi appare bianca, avrebbe dovuto essere decorata con una serie di affreschi visibili dal basso e rappresentanti la Gloria di San Gaudenzio. Analogamente anche i colonnati esterni dovevano essere arricchiti da una serie di statue.

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