La Cantina dei Santi a Romagnano Sesia è ciò che resta dell’abbazia benedettina di San Silano, documentata già nel 1008 e retta, nel XVI secolo, dall’abate commendatario Giovanni Angelo Medici di Marignano, che divenne papa Pio IV, e da suo nipote poi arcivescovo di Milano Carlo Borromeo. L’abbazia fu soppressa in età napoleonica.

Ora dell’abbazia resta solo un ambiente seminterrato, composto da un atrio colonnato e da due aule, una delle quali doveva essere o il refettorio o l’aula capitolare dell’abbazia o la stanza dell’abate: proprio per questo ambiente affrescato il luogo prende oggi il nome di “dei Santi”. “Cantina”, invece, è dovuto al fatto che almeno dal 1777 il locale era effettivamente usato come cantina, con le botti di vino collocate tra gli affreschi delle pareti.

L’aula era interamente affrescata (sia sulle pareti che sulla volta a botte) con un ciclo pittorico di ventotto riquadri che narra la storia di Re Davide. Buona parte degli affreschi della volta sono ancora perfettamente leggibili nelle figure e nelle didascalie in caratteri gotici: tra questi, Davide che difende il suo gregge uccidendo un leone, Golia che sfida l’esercito d’Israele, la vestizione di Davide da parte di Saul, Davide che colpisce Golia con la fionda, la decapitazione di Golia, Davide che presenta la testa di Golia a Saul, Saul che riceve Davide nella sua tenda, Davide che uccide i Filistei mutilandone i prepuzi e Davide che dona a Saul un cesto con i prepuzi raccolti. Sulla parete di accesso all’aula si vedono ancora due stemmi araldici caratterizzati da tizzoni ardenti e un’aquila che reca tra gli artigli un bastone ardente: potrebbero essere del committente, l’abate Pietro Tizzoni, che resse l’abbazia intorno alla metà del XV secolo. Proprio a questo periodo si possono datare gli affreschi, per cui si ipotizza come autore Bartulonus da Novara.