Il Venerdì Santo di Romagnano Sesia è una Sacra Rappresentazione, nata il 17 aprile 1729, nel giorno di Pasqua, con l’istituzione della Confraternita del Santissimo Enterro (che deriva dallo spagnolo entierro e significa “sepoltura”) composta da 33 uomini, tra i personaggi più illustri di Romagnano. Quale funzione avevano? Portare in processione, nella sera di Venerdì Santo, le statue del Cristo morto e della Vergine Addolorata. Nel corso della storia, la processione si completa e si amplia, aggiungendo all’inizio del Novecento, la messa in scena del gioco della veste del Cristo da parte degli sgherri sulla Scala Santa: in chiesa, davanti alle statue del Cristo morto e dell’Addolorata. Già dall’Ottocento, intanto, sono documentate anche la processione con il Cristo vivo in catene e, la sera, la processione drammatica con il Cristo Morto, processioni via via drammatizzate, con la presenza di personaggi abbigliati come i personaggi della Passione. I figuranti dovevano essere molti: legionari, veliti, Giuseppe d’ Arimatea, Nicodemo, Erode e giudei. Chi se lo poteva permettere si procurava armature e vesti adatte, mentre altri affittavano costumi teatrali; i ragazzi si truccavano da legionari romani, realizzando elmi di cartapesta, armi di legno e costumi con scampoli di stoffa. Insomma, tutta la popolazione partecipava a modo suo.

Nel 1934 il “comitato” propone una versione rinnovata del Venerdì Santo, introducendo le scene dell’Ultima cena e del Tribunale di Pilato, rappresentate il pomeriggio del Venerdì. Dopo l’interruzione del periodo bellico, la rappresentazione viene arricchita di nuovi “quadri” della Passione di Gesù Cristo, ispirati alle stazioni della Via Crucis e alle narrazioni dei Vangeli, organizzati secondo un percorso itinerante per il borgo. Ancora oggi la Sacra Rappresentazione avviene così. E’ questo che ancora oggi coinvolge emotivamente il pubblico. Fino agli anni Sessanta il Venerdì Santo ha avuto cadenza annuale, a partire dal 1971 biennale. Oggi (l’ultima edizione è la 2013) più di trecento tra attori e comparse in costume vi prendono parte tra le vie della città.

Rappresentazioni di tradizione simile nel Settecento si svolgevano in molte parrocchie delle diocesi di Novara e Vercelli, oggi restano la processione delle Macchine a Vercelli, durante la quale vengono trasportati, la sera del Venerdì Santo, gruppi scultorei raffiguranti scene della Passione, e la Sacra Rappresentazione di Sordevolo, che si svolge ogni cinque anni.