Il Museo Etnografico dell’Attrezzo Agricolo ‘L Civel prende nome dal Civel, un piccolo attrezzo che fa parte della ruota dei carri.

La visita al Museo ‘L Civel

Una delle sale del Museo 'L Civel di Casalbeltrame

Una delle sale del Museo ‘L Civel di Casalbeltrame

La visita al museo prende il via dal porticato, dove la voce del caminant, il vagabondo cantastorie che girava abitualmente di cascina in cascina suonando la fisarmonica e facendo qualche lavoretto, porta i visitatori in un mondo misto di tradizione, dialetto e racconto del paesaggio. Inizia qui il viaggio nell’anno del contadino.

Con l’ausilio di effetti audio-video e di un allestimento innovativo, si inizia dall’inverno, quando nella stalla si trovava l’ambiente più caldo della cascina e nei campi si preparava il terreno per la semina.

Si passa poi alla primavera, il cuore del museo, con la riproduzione funzionante della risaia e i canti e le immagini delle mondine al lavoro.

L’estate racconta poi il raccolto e le fasi di lavorazione del riso fino al mercato.

Con una parentesi sulle marcite, o prato stabile, che utilizzavano l’acqua in movimento, come le risaie, si arriva quindi all’autunno, con la festa del raccolto e il caminant che con la sua fisarmonica accompagna alla fine dell’anno contadino: l’11novembre, San Martino.

40 minuti di viaggio nel tempo, nella memoria di terra e di fatica, nelle risaie della Bassa Novarese e nella tradizione della lavorazione del riso.

Il Cascinale dei Nobili

Il Cascinale dei Nobili, dove ha sede il museo, prende origine dall’antica appartenenza ai nobili Gautieri, cui fecero seguito i Cuttica di Casseine e i Guidobono Cavalchini Garofoli, i cui discendenti sono ancora oggi proprietari di un cascinale poco distante e delle terre circostanti.

Il museo, oggi meta consolidata del turismo scolastico provinciale e regionale, si colloca al primo piano dell’edificio centrale del cascinale, sopra agli ambienti voltati che erano adibiti a stalla e che erano dotati di rotaie per il trasporto interno del foraggio e del latte.

Addossata a questi ambienti, l’erbaia era utilizzata per l’essicatura del foraggio (quell’erba, come dice il nome stesso, che poteva essere raccolta fino a sette volte l’anno grazie alla realizzazione di marcite); oggi ospita parte delle collezioni di aratri, erpici e carri del museo.

Il secondo cortile è delimitato da una serie di cinque chiese collocate in ordine digradante per dimensioni: la terza, San Martino, è utilizzata oggi come aula didattica del museo.

Apertura:

  • sabato e domenica h.15-18
  • mesi di luglio, agosto, gennaio e febbraio SOLO SU PRENOTAZIONE
  • per gruppi, anche in orari e giorni diversi: SEMPRE SU PRENOTAZIONE
  • programmazione didattica specifica per le scuole

E-mail: museo@casalbeltrameonline.it

Tel.: 0321 838375 (segreteria lun-ven 9-12)