Il chiostro della Canonica di Novara

Il chiostro della Canonica di Novara

Siamo nel IV secolo d.C. e nel luogo dell’attuale duomo viene costruita la prima basilica cristiana dedicata a Santa Maria. Nei secoli successivi la chiesa venne più volte rimaneggiata e ampliata, a partire dall’XI – XII secolo, quando la cattedrale primitiva venne demolita e, al suo posto, ne venne costruita una nuova, in stile romanico (consacrata il 17 aprile 1132 da papa Innocenzo II). La nuova chiesa era a croce latina, con tre navate e matronei, e la facciata, preceduta da un quadriportico, era affiancata da due torri. La pavimentazione originale era a formelle quadrate, esagonali e triangolari di marmi bianchi e grigio-scuri, con un bel mosaico bianco e nero ancora oggi in parte visibile, mentre la decorazione delle pareti interne era interamente in mosaico a soggetto floreale. Insieme alla prima cattedrale venne costruito il battistero a pianta ottagonale polilobata, che subì le stesse trasformazioni e che oggi rappresenta l’edificio cristiano più antico di Novara: alle pareti c’era una serie di affreschi di X secolo che illustrano le scene dell’Apocalisse, di autore ignoto (oggi ancora parzialmente visibili), mentre sull’innalzamento romanico nel XV secolo venne realizzato un grandioso affresco raffigurante il Giudizio Universale. Della cattedrale romanica resta la struttura imponente del campanile.

A partire dal XV secolo, la chiesa fu oggetto di importanti restauri: fu il vescovo Carlo Bascapè, alla fine del Cinquecento, a far costruire il nuovo altare maggiore, mentre Benedetto Odescalchi, nel 1680, restaurò il tiburio dotandolo di una lanterna. Nel XVIII secolo, su progetto di Benedetto Alfieri, la cattedrale venne gradualmente restaurata in stile barocco, mantenendo le sue strutture originarie. I lavori ripresero nel 1831 su progetto del Melchiori, che realizzò il nuovo coro, il cui altare, consacrato nel 1836 ma terminato più tardi, venne progettato da Alessandro Antonelli. Proprio a quest’ultimo, nel 1854, venne richiesto un progetto per la ricostruzione del quadriportico, ma lui ne presentò uno che prevedeva anche la ricostruzione dell’intera cattedrale, che venne approvato l’anno successivo. La costruzione della nuova chiesa (che è solo un quarto del grandioso progetto antonelliano) terminò nel 1869.

Il duomo, assieme agli altri edifici sacri ad esso connessi, si trova nel cuore della città, e si affaccia su Piazza della Repubblica con un imponente colonnato; l’ingresso è situato invece in posizione non frontale rispetto alla piazza, sotto un pronao costituito da quattro imponenti colonne scanalate, ornate da capitelli corinzi, che sorreggono un enorme frontone di forma triangolare. La struttura interna è suddivisa in tre navate da possenti colonne in stucco marezzato di colore giallo-ocra. La navata centrale è coperta da una volta a botte mentre le navate laterali hanno copertura a calotta in ogni campata.

Tra i dipinti più significativi sono imperdibili lo Sposalizio mistico di Santa Caterina  e l’Ultima Cena di Gaudenzio Ferrari, la Crocifissione di Bernardino Lanino e San Francesco riceve le stigmate di Guercino. Da non perdere, anche la cappella di San Siro, che apparteneva al Palazzo Episcopale come cappella privata.

Per gli amanti dell’archeologia, il Chiostro della Canonica presenta le copie in vetroresina di numerosissime epigrafi di età romana (databili soprattutto al I sec a.C. – I sec d.C.) e gli originali di diversi sarcofagi dello stesso periodo, in un allestimento che ripropone il primo lapidario novarese voluto nel XIX secolo e riordinato negli anni Trenta del Novecento. Gli originali delle epigrafi si trovano in un’ala dei rinnovati Musei della Canonica.