Il complesso del Broletto di Novara

Il complesso del Broletto di Novara

Il Broletto di Novara è il cuore della città medievale. Si tratta di un complesso architettonico costituito da quattro edifici storici sorti in epoche diverse, con stili artistici differenti e non coerenti tra loro, disposti a quadrilatero attorno ad un cortile centrale.

Da sempre fulcro della vita civile cittadina, il Broletto fu sede anche delle carceri e in seguito delle corporazioni artigiane mentre oggi ospita la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni e, nel cosiddetto “salone dell’Arengo”, ospita mostre temporanee di livello sempre più elevato. Sul lato nord si trova il Palazzo dell’Arengo, il più antico del complesso, risalente al XII secolo: il piano terra è porticato con archi a tutto sesto, sotto il quale, nel medioevo, erano disposti i banchi dei consoli di giustizia, incaricati di giudicare le cause civili e la giurisdizione volontaria, mentre al piano superiore si trova un ampio salone che veniva usato per le assemblee pubbliche.
Sulla facciata vi sono una serie di quattro trifore e i resti di un fregio pittorico duecentesco rappresentante stemmi e scene di episodi cavallereschi. La scala coperta nell’angolo nord-ovest è una ricostruzione della prima metà del XX secolo. Di poco posteriore è il Palazzo dei Paratici (le corporazioni artigiane che spesso sfilavano “in parata”, da qui il nome dell’edificio), situato sul lato est, risalente al XII-XIII secolo e ampliato nel corso del XVIII secolo, con una elegante loggia. Sul lato sud sorge invece il Palazzo del Podestà, costruito tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV secolo, riconoscibile dal porticato ad archi ogivali sovrastato da cinque monofore con decorazioni in cotto ed affreschi del XV secolo. Dello stesso periodo infine è il Palazzo dei Referendari sul lato ovest: esso presenta delle decorazioni in cotto alle finestre del piano superiore ed è l’unico dei quattro edifici che non ha oggi un porticato aperto sul cortile.

Il complesso del Broletto è stato riaperto al pubblico nel marzo 2011 in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, al termine di un restauro durato oltre due anni.