L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni ha come obiettivo l’identificare il territorio del Monferrato in una cultura unitaria: la Pietra da Cantoni rappresenta infatti l’elemento in cui la tradizione vitivinicola si può riconoscere, ma anche quella urbanistica tanto che la sua presenza si legge nel tessuto urbano di molti dei centri abitati del Monferrato. Insieme alla pietra anche il paesaggio agrario caratterizza fortemente l’intero territorio e l’Ecomuseo racconta e valorizza queste caratteristiche.

La Pietra da Cantoni del Monferrato Casalese è una delle pietre da costruzione mioceniche più pregiate, della stessa famiglia della Pietra Leccese, legata alla formazione della catena appenninica: una sorta di isola occupava gran parte del Monferrato casalese circa 22 milioni di anni fa e il suolo di questa isola era formato da sedimenti marini antichi che hanno dato origine a questa pietra. La costa doveva essere nella fascia di territorio dei comuni di San Giorgio Monferrato, Terruggia, Rosignano Monferrato e Ottiglio e il mare diventava profondo da Ozzano Monferrato e Treville verso Asti e Torino. Nei sedimenti marini si ritrovano numerose foglie fossili, che venivano trasportate in mare dal vento o dai corsi d’acqua: sono sequoie, pini, larici, abeti, cipressi, faggi, betulle, castani, querce, platani, eucalipti, gardenie. Il mare ricoprì il territorio per molti milioni di anni, finché tra 7 e 5 milioni di anni fa questi depositi emersero e si ripiegarono in seguito alla formazione delle colline monferrine. Per la sua natura prevalentemente calcarea, la Pietra da Cantoni più antica, quando il mare era poco profondo, è poco lavorabile, per cui era usata dall’industria della calce e del cemento o come pietra da costruzione. Lo strato più recente, con il mare più profondo, veniva invece cavata in galleria per ricavarne blocchi e lastre detti “Canton” o “Pianeli”.

Strettamente legati alla cultura del vino e alla presenza di questa pietra facilmente lavorabile, sono gli Infernot, piccoli vani sotterranei concatenati, interamente scavati nella Pietra da Cantoni. Sono ampliamenti della cantina, privi di luce e aerazione naturale, capolavori architettonici nati dalla tradizione e dal sapere contadino, realizzati dagli scultori Monferrini, rimasti quasi sempre anonimi.

Solo 47 sono gli infernot censiti dal 2002 dall’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, ma il territorio ne presenta molti di più. Per ognuno di quelli censiti è stato eseguito un rilievo architettonico e fotografico presentato in forma multimediale.

L’infernot dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni è visitabile da lunedì al sabato dalle 9.00 alle 12.30.