Dal 1595 la sinagoga di Casale Monferrato rappresenta uno dei migliori esempi di sinagoga barocca del Piemonte. Costruita nel quartiere ebraico della città oltre un secolo prima dell’istituzione del ghetto (presente dal primo Settecento), la sinagoga era preceduta da una piccola corte e non aveva alcuna indicazione sulla strada: era infatti solo una sala rettangolare. Al 1720 si data il primo ampliamento del matroneo.

Dal 1723 la sinagoga si trova all’interno dei confini del ghetto e venne in quel momento ampliata per soddisfare le esigenze della numerosa popolazione ebraica, lì concentrata anche da località limitrofecome San Salvatore Monferrato. Dopo l’emancipazione del 1848 la sinagoga fu completamente rifatta (nel 1866), con la sopraelevazione di un piano per l’ampio matroneo.

Mentre l’esterno è completamente disadorno, la sala interna conserva gli arredi barocchi. Alle pareti le iscrizioni in ebraico citano la Bibbia ma commemorano anche i numerosi interventi di rifacimento del tempio e i principali eventi nella vita della comunità (la salvezza dagli assedi del 1629 e 1656 e l’emancipazione del 1848, descritta da iscrizione bilingue italiano-ebraico). Accedendo al matroneo si può visitare il museo che custodisce le Tavole della Legge del XVIII secolo, in legno dorato, e numerosi preziosi rimonim e atarot (accessori per i Rotoli della Legge). Al secondo piano invece è stata riordinata la biblioteca, con antichi manoscritti e libri di preghiera. In seguito ai restauri del 1969 è monumento nazionale ed è oggi aperta al culto in occasione di feste religiose. Si è anche trasformata in un centro culturale che ospita conferenze, concerti e incontri legati ai temi dell’ebraismo.

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