La torre del Bramante, nella piazza Ducale di Vigevano

La torre del Bramante, nella piazza Ducale di Vigevano

Piazza Ducale a Vigevano è la più celebre e meglio conservata piazza in stile rinascimentale d’Italia. Iniziata nel 1492 da Ludovico il Moro come cortile di accoglienza del castello, fu terminata in soli due anni con uno stile inconfondibile evidente su soli tre lati, come richiesto dal progetto iniziale: il quarto lato, occupato dalla Cattedrale di Sant’Ambrogio, venne edificato successivamente quando il “cortile” venne trasformato in vera e propria piazza. Oggi è un rettangolo di ben 138 per 46 metri caratterizzato ancora dai portici originali e de edifici dalle decorazioni omogenee. Al borgo e al primitivo castello annesso, situati in posizione sopraelevata, si accedeva per mezzo di una rampa o scalinata posta in corrispondenza dell’attuale torre che funge da ingresso al castello: è la cosiddetta “torre del Bramante“, eretta nel punto più alto della città tra il 1198 e la fine del Quattrocento, quando sembra essere stata ultimata proprio dal celebre architetto Donato Bramante con la caratteristica sagoma “filaretiana”, a corpi scalari, che ricorda la torre del Castello Sforzesco di Milano.

La forma attuale della piazza è frutto dell’intervento del 1680 del vescovo-architetto Juan Caramuel con la costruzione della nuova facciata della cattedrale: una facciata concava, addossata alla chiesa come una quinta teatrale, che abbraccia e accoglie il recinto della piazza ribaltando il rapporto sforzesco piazza-castello trasformandolo in piazza-chiesa. La pavimentazione con ciottoli e lastre di serizzo risale invece alla metà dell’Ottocento, quando viene sostituita anche la pavimentazione dei portici, originariamente in mattoni a spina di pesce, con quella attuale. Nel 1911, ad opera dell’architetto Moretti, venne realizzato il disegno con ciottoli bianchi. Lacerti degli affreschi sforzeschi, nascosti dalle pitture settecentesche, vennero riportati alla luce nei restauri di inizio Novecento. In occasione del cinquecentenario della sua costruzione, negli anni Novanta, fu infine eseguita la ripittura della decorazione di inizio secolo e il restauro di ciò che resta degli affreschi sforzeschi originari (quindi l’aspetto è l’originale, ma non tutte le decorazioni sono antiche).