Il complesso romanico di Lomello

Il complesso romanico di Lomello

Una delle più belle e meglio conservate testimonianze del romanico lombardo, la basilica di Santa Maria Maggiore di Lomello sembra essere, in Italia, la chiesa con le volte a crociera più antiche (quelle sulle navate laterali). La chiesa fa parte di un complesso con battistero che fu costruito nei primi decenni dopo l’anno Mille. La basilica è a tre navate con transetto ribassato e doveva avere una facciata originariamente appoggiata sulle antiche mura castellane costruite con mattoni romani reimpiegati. Dopo il crollo presumibilmente dovuto al terremoto del 1117, le prime tre campate furono abbandonate e si costruì una seconda facciata chiudendo uno degli archi e creando una quinta architettonica oggi davvero suggestiva. Anche all’interno la suggestione è data dalla non regolarità della struttura, che lascia spazio a interpretazione mistiche e fantasiose di ogni tipo. Da notare l’importante corredo decorativo, con frammenti superstiti di decorazione figurativa a stucco nella navata centrale e nei sottarchi delle bifore che alleggeriscono gli arconi principali. Scavi eseguiti nel 1944 hanno portato al disseppellimento di una cripta, del tipo a oratorio, forse incompiuta, forse relativa a una fase anteriore della chiesa.

Il battistero di San Giovanni ad fontes ha la tipica forma di una semplice croce polilobata, ma al suo interno compone un ottagono. Oggi completamente intonacato, ha al centro un raro fonte battesimale (utilizzato in origine per il battesimo ad immersione e poi trasformato in classico fonte per aspersione) di forma esagonale, risalente tra al VII-VIII secolo. Esternamente, il battistero è un edificio alto 13 metri costruito interamente con mattoni che si conclude con un piccolo tiburio a più piani.

Fra le tante versioni sulla costruzione del complesso c’è quella che vede la mano del diavolo: la regina longobarda Teodolinda volle celebrare nella Chiesa di Santa Maria in Lomello le sue seconde nozze con Agilulfo, duca di Torino. Una curiosa leggenda vuole che queste nozze non andassero a genio al demonio perché i Longobardi erano ariani e Teodolinda era cattolica. Il giorno prima delle nozze, il diavolo portò sul cielo di Lomello tutte le nubi più cariche di tuoni e di lampi che aveva in riserva e scatenò un tremendo temporale: i fulmini caddero sulla chiesa già preparata per le nozze suscitando un grave incendio e in poche ore la chiesa fu distrutta. Teodolinda piangendo supplicò il Signore, che accettò la preghiera della sua serva fedele e ordinò al diavolo di rifabbricare la chiesa durante la notte, prima del suono dell’Ave Maria, pena la costruzione di tre nuove chiese. Il diavolo, per nascondere la sua vergogna, all’imbrunire fece calare una nebbia così fitta e fredda da costringere tutti i cortigiani a starsene chiusi in castello. Quel che capitò nel buio fitto, nessuno lo poté sapere. Il diavolo pescò nel fondo dell’inferno i migliori ingegneri, architetti e muratori che poté trovare e diede loro l’ordine di rifare la chiesa in tutta fretta: senza una direttiva unica, però, ciascuno fece a modo suo. Mancava solo la facciata, ma il Signore diede ordine di tralasciare, perché si sappesse che le cose belle e buone il diavolo non le sapeva fare. Ordinò però il Battistero, dove il figlio di Agilulfo sarebbe stato battezzato secondo il rito cattolico. Quando il mattino dopo il corteo regale entrò nella Chiesa, subito notò un curioso disordine di costruzioni: le muraglie non correvano parallele, i colonnati erano di forme e dimensioni diverse, così come i capitelli!