Una delle vetrine del Museo della Calzatura di Vigevano

Una delle vetrine del Museo della Calzatura di Vigevano

Il Museo della Calzatura ”Pietro Bertolini” di Vigevano é davvero una realtà museale unica, dedicata alla storia e all’evoluzione della scarpa. Si trova in una delle ali del Castello Sforzesco e può essere definito come un racconto, una narrazione: di un prodotto, della sua storia, ma anche dell’economia di Vigevano e dell’evoluzione nazionale e non solo del design e della moda.

A Vigevano già uno statuto comunale risalente al 1392 parlava della tradizione produttiva legata alla realizzazione di scarpe. Sono nati poi a Vigevano il primo calzaturificio industriale nel 1866, la prima fabbrica italiana di macchine per calzature nel 1901 e le prime scarpe da tennis in gomma degli anni Venti del Novecento! Proprio per questo la città assume la fama internazionale di “capitale della calzatura” negli anni Cinquanta e Sessanta, quando si producevano più di 21.000.000 di paia di scarpe in città! Proprio in questi anni nasce il museo, voluto dallo storico Luigi Barni e intitolato all’imprenditore Pietro Bertolini. Oggi il museo è allestito in modo dinamico, così da essere adatto a diversi tipi di pubblico, e ospita un’esposizione di circa 400 calzature, su un patrimonio complessivo di oltre 3000 pezzi.

Non può mancare la chiave di lettura “cronologica“, con pezzi di raro valore storico, come la pianella datata 1495, appartenuta a Beatrice d’Este, o le scarpette in raso del tardo Settecento veneziano fino alle contradditorie produzioni degli anni Venti e Trenta. Ma a Vigevano sono stati prodotti i primi tacchi a spillo della storia, nel 1953! Ed ecco allora una sala apposita per quello che oggi è un must dell’abbigliamento femminile. E non mancano zeppe e plateaux degli anni Settanta e così via! L’esposizione include calzature appartenute a personaggi famosi, tra i quali diversi pontefici, Mussolini e Maria Josè di Savoia.

Sandali giapponesi, minuscole scarpette cinesi, calzature lapponi, sudamericane, africane ed orientali: questa invece è la chiave di lettura “etnica” che fa fare davvero in pochi metri un viaggio in giro per il mondo!

Si passa poi alla chiave di lettura “alla moda“: grandi firme, designer di moda, nomi importantissimi del Made in Italy e del glamour internazionale la fanno ora da padrone. Citiamo solo Manolo Blahnik, Louboutin, Jimmy Choo, Dior, Gucci, Armani, Yves Saint Laurent, Roger Vivier, Charles Jourdan, Emilio Pucci, Cesare Paciotti, Salvatore Ferragamo, Andrea Pfister, Armando Pollini, Marc Jacobs, Karl Lagerfeld, Hubert de Givenchy ed Azzedine Alaia, per fare qualche esempio!

Insomma, ce n’è per tutti i gusti!