Il Lago di Mergozzo in antico era la punta occidentale del Lago Maggiore; le continue inondazioni del fiume immissario Toce, però, formarono un lembo di terra che divise i due bacini (dove oggi sorge la frazione di Verbania Fondotoce). Il lago raggiunge la profondità di 74 metri ed è molto utilizzato, per le condizioni favorevoli di correnti ventose, come luogo per sport acquatici. Oggi il piccolo lago risulta essere uno dei più puliti d’Italia.

Il lago prende il nome dal borgo di Mergozzo, il cui simbolo è un albero, l’olmo, già presente in paese dal 1600, come testimonia la più antica raffigurazione di Mergozzo sulla pala d’altare della Madonna del Rosario, dipinta nel 1623 da Carolus Canis e conservata nella chiesa parrocchiale. Attorno alla parrocchiale si sviluppa un porticato che inizialmente racchiudeva il cimitero e che in seguito vide l’aggiunta delle tredici cappelle della Via Crucis, affrescate dal pittore Giovanni Battista Ronchelli.

Proprio qui c’è la sede dei due musei di Mergozzo: il museo archeologico che presenta i popoli antichi che abitavano l’Ossola e l’ecomuseo del granito di Montorfano dedicato alla prima forma di economia locale (lavorazione ed estrazione della pietra granitica).

In località Montorfano si trova la chiesa di San Giovanni in Montorfano, già citata nell’885, raggiungibile anche a piedi lungo una vecchia strada panoramica sul lago. La chiesa in serizzo e granito e coperta di piode, dedicata a San Giovanni Battista, è romanica a croce latina, con tiburio ottagonale ornato da monofore e bifore, come tutta la struttura. Di particolare interesse sono i frammenti di affresco all’interno dell’abside e la pala d’altare barocca della Madonna del Carmelo, dipinta dal fiorentino Luigi Reali.