La chiesa parrocchiale attuale di Mollia, dedicata a San Giovanni Battista, terminata entro il 1741 come ricorda l’iscrizione in facciata, sorge in luogo di un precedente edificio seicentesco, più piccolo, rimaneggiato ed ampliato dopo la divisione della parrocchia di Mollia da Campertogno. L’eleganza dello stile tardo barocco e rococò della decorazione interna esalta la struttura semplice dell’edificio, a navata unica con tre cappelle laterali (due sul fianco sinistro, una a destra) e una piccola sacrestia, a sua volta collegata alla torre campanaria – completa del concerto di campane fuse nella storica ditta Mazzola di Valduggia (1813 – 22). All’interno, spiccano gli splendidi affreschi nella volta centrale, opera di Carlo Borsetti da Boccioleto, tra i quali, al centro, sta la Gloria di San Giovanni Battista. Pregevoli anche i lavori ad affresco di Giovanni Antonio Orgiazzi “il Vecchio” che venne interessato in una lunga campagna pittorica all’interno di tutta la chiesa. Molto pregevoli anche alcune opere lignee come il coro, realizzato entro il 1737 da Giovanni Giacomo Guala Molino in perfetto stile rococò oppure l’ancona lignea e le sculture della Madonna con il Bambino nella nicchia della cappella laterale dedicata alla Madonna del Rosario, opere attribuite a Giuseppe Maria Martelli (1710 – 1720).

All’esterno la chiesa è abbracciata dalla splendida Via Crucis che si snoda sul suo lato destro. Venne realizzata tra il 1756 e il 1773 grazie a svariate maestranze locali, per poi essere affrescata dal grande maestro di Cellio Lorenzo Peracino e dal figlio, Giovanni Battista (1764 – 1774) e coronata dall’Ossario, una cappella semplice a pianta quadrata porticata e affrescata da Giovanni Antonio Orgiazzi “il Vecchio” con una Deposizione del Cristo Morto e alcuni medaglioni decorativi con motivi floreali (fine anni ’50 del Settecento).
Tra gli aneddoti riportati più frequentemente sulla sua edificazione vi è quello relativo all’impiego della manodopera femminile: alcune donne si erano rese disponibili al trasporto della calce necessaria recandosi a piedi sino alla cava del Mazzucco di Rassa, ricevendo in cambio…vino!
La struttura, così particolare e di grande impatto scenografico, è unica nel suo genere in tutta la Valsesia.