Si tratta della prima miniera d’oro aperta al pubblico in Italia: scoperta nel 1710, la Miniera della Guia della frazione Borca di Macugnaga testimonia la storia della fatica dell’uomo, delle sue invenzioni anticamente considerate magiche, di un’arte faticosa praticata nel buio delle gallerie, dentro la montagna, alla ricerca dell’oro. Vi si accede con un percorso di circa 40 minuti (circa 800 metri in piano) attraverso grotte, cunicoli e gallerie, immergendosi nella storia geologica delle Alpi.

Siamo in Valle Anzasca, una delle zone d’Italia più ricche d’oro: da qui, tramite il Toce, l’oro arriva nel Ticino, dove ancora oggi si effettua la ricerca della polvere gialla. Quella della Guia non è che una delle decine di miniere dell’area (tra queste la più grande ha più di 80 chilometri di gallerie) e la sua lunghezza totale raggiunge i 12 chilometri, distribuiti su 11 livelli, di cui tre sotto al piano dell’attuale entrata (ora completamente allagati) e sei al di sopra. La porzione visitabile ha una temperatura costante intorno ai 9°C e una percentuale di umidità pari al 97%.

Non si vede di certo brillare l’oro sulle pareti: l’oro infatti si presenta in un composto con altri minerali da cui deve essere separato, mentre ciò che si vede brillare è pirite. La visita mostra anche un video sulle fasi e tecniche di estrazione e l’esposizione dei vecchi strumenti di lavoro, che ben rendono l’idea di quanto fosse pesante il lavoro del minatore: con il piccone in una giornata di lavoro si avanzava al massimo di 30 centimetri!