Arrivando sulla piazzetta di Casacce di Mollia, è il gorgoglìo della bella fontana con lavatoio in pietra ad accogliere il visitatore e, dal lato opposto, il piccolo oratorio di San Pietro apostolo e San Bernardo da Mentone. Venne voluto da Pietro Giacomo Belli, il noto benefattore molliese che, entro il 1786, si era fatto erigere la sua bella abitazione.
Già in lontananza Casa Belli domina il panorama. La sua bellezza cattura lo sguardo e incuriosisce per la ricchezza della decorazione pittorica delle mura esterne: è questo l’indizio con il quale si intuisce da subito il censo di chi viveva in questa casa. Le linee architettoniche sono ben armonizzate con la fisionomia della frazione ma le conferiscono una particolare eleganza. Lo sguardo corre all’insù, scandagliando le pareti oggi rese più belle che mai da quei suoi dipinti tornati a nuova vita grazie ai recenti restauri che ne hanno rimesso in luce tutta la ricchezza vigorosa.

Sul fianco esposto verso la strada si trovano diversi dipinti, tra i quali spicca una bellissima ruota della fortuna, un esemplare veramente incredibile soprattutto per il buono stato di conservazione in cui versava anche prima degli ultimi restauri. L’accompagna il motto Siu transit gloria mundi – Così passa la gloria del mondo. Quattro piccoli figuranti, ognuno caratterizzato da un abbigliamento consono al proprio status di vita deciso dall’oscura volontà della capricciosa Fortuna, reggono in mano dei cartigli: ego regno – io governo; regnavi – governavo; ego sum sine regno – sono senza regno; regnabo – governerò. D’una spontaneità semplice, immediatamente comprensibile. Si tratta di una raffigurazione eccezionalmente proveniente dall’iconografia profana e della quale si sono conservate solo altri due esemplari in tutta la Valsesia (a Varallo e a Boccioleto).

Nei vani interni del piano terreno vennero ospitate una scuola pubblica (fondata da Pietro Giacomo nel 1802) e una scuola di disegno (istituita entro il 1828). Altri spazi di particolare interesse sono, ad esempio, la cantina con il pavimento ricoperto di lastre in pietra, la volta a botte con unghiature laterali in cui si aprono le finestre, il bellissimo scaffale girevole a ripiani rotondi, utilizzato per il trattamento delle tome; i piani superiori, utilizzati dalla famiglia, con i pavimenti in legno, gli armadi a muro, gli infissi di porte e finestre interamente originali, il grande camino in pietra della cucina, i soffitti ariosamente decorati con motivi floreali, il locale usato come studiolo da Pietro Giacomo Belli rivestito in papaier peint con disegni blu e bordeaux, il ballatoio mansardato.

Si tratta, quindi, di una vera e propria “casa – museo” dove tutto è rimasto come un tempo e dove è possibile ripensare ai tempi di ieri pur senza l’ausilio dell’arredamento interno.