Sulla riva piemontese del Lago Maggiore, Cannobio si colloca proprio allo sbocco della Valle Cannobina ed è divisa in due dal torrente Cannobino che sfocia nel lago. La sua frazione principale è la cosiddetta Traffiume. Il Santuario della Pietà è l’attrazione principale del borgo e venne costruito per volontà di San Carlo Borromeo nel 1583 con un disegno di Pietro Beretta: la facciata è opera di un rifacimento del 1909. L’interno ha una sfarzosa decorazione barocca e sopra all’altare si può ammirare una meravigliosa pala di Gaudenzio Ferrari raffigurante la Salita al Calvario. Conserva la reliquia della sacra costola, oggetto di devozione in tutta la diocesi. Di origine antica è poi il Palazzo del Ragione, detto Parasio, datato al 1291 e voluto dal podestà Ugolino Mandello, formato da blocchi di granito che formano un portico sotto a cui sono collocati stemmi, lapidi, rilievi trecenteschi e due tombe romane. Sul lato destro del palazzo di trova la Torre Comunale romanica di XII secolo. Il centro abitato e il lungolago sono abbelliti da palazzi di varie epoche.

La frazione di Traffiume era un borgo abitato già nei primi secoli del Cristianesimo: la prima chiesa viene ricondotta infatti a San Giulio, che intorno al 380 secondo la tradizione ha costruito con il fratello San Giuliano 100 chiese tra il Verbano e il Cusio. Le pietre della chiesa paleocristiana si possono ancora distinguere nella chiesa romanica accanto al cimitero, poi modificata e riconsacrata il 29 novembre 1574 da San Carlo Borromeo.

Da qui parte la Valle Cannobina, selvaggia e ricoperta da faggi e castagni: risalendola, dopo circa 2,5 km si incontra l’Orrido di Sant’Anna, formato nella roccia dalle acque del torrente Cannobino. Qui si può vedere il ponte romano costruito da Augusto per unire le due sponde del torrente. L’Orrido, situato vicino al santuario di Traffiume, è una stretta gola colma d’acqua cristallina e fredda anche in estate, profondo più di 20 metri. Il tutto è collegato a Cannobio anche tramite una pista ciclabile.

Da Lunecco, comune centrale della Valle Cannobina, parte il cosiddetto “sentiero dei 1500 gradini”, sulle tracce dei contrabbandieri.