Il Museo Laboratorio dell’Oro e della Pietra di Salussola racconta una tradizione antica e preziosa del territorio biellese: si tratta di uno dei siti dell’Ecomuseo del Biellese e nasce da una ricerca dell’Università di Torino per la valorizzazione della zona della Bassa Serra Biellese e dell’area archeologica dell’antica Victimula, presso San Secondo.

Il museo è composto da diverse sale che raccontano a 360° il territorio e sono dedicate alla lavorazione dell’oro e della pietra, al processo alla strega Giovanna de’ Monduro, alla Resistenza con l’eccidio di Salussola del 9 marzo 1945 e alla figura di don Francesco Cabrio, con uno spazio anche dedicato alla collezione specifica di antiche bilance e stadere. Il museo aderisce al progetto “Rete Museale AMI” che prevede valorizzazione e promozione del patrimonio museale dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea.

Come dice il nome stesso, si tratta di un vero laboratorio di informazione, formazione, lavoro, ricerca e sperimentazione, oltre che un museo. Tra tutte le sale, la cosiddetta Sala dell’Oro ricostruisce un vero percorso storico all’interno del mondo del metallo lucente: la nascita, la storia, la sua diffusione e i diversi metodi di lavorazione. Si vedono quindi gioielli, monete, utensili, ma anche strumenti di lavorazione sia antichi che moderni. Nel laboratorio per la lavorazione dell’oro si impara l’utilizzo del cesello, dello sbalzo eccetera con la collaborazione di esperti del campo: si tratta quindi della Toreutica, un’arte antichissima tutta da scoprire. Gli strumenti sono ovviamente i ceselli e i martelli; a seconda dell’oggetto da lavorare invece si utilizzano diversi supporti, come lastre di piombo, cuscini di cuoio pieni di sabbia, impasti di pece e coccio pesto colati su semisfere di legno, pietra o ferro. Ma si impara qui anche l’arte della Fusione, con la quale si fonde il metallo per ottenere oggetti, recuperare residui preziosi e trasformarli in lingotti, per ottenere leghe di metalli diversi: si cola il metallo fuso in una forma preparata in precedenza su cui è stata modellata la forma da ottenere. Diverse sono le tecniche di fusione: a cera persa, in osso di seppia, rimaste immutate da millenni, a cui si aggiungono apparecchiature a centrifuga moderne che permettono di realizzare fusioni in stampi con forme molto elaborate. Gli strumenti usati per la fusione sono i crogiuoli in terra refrattaria o grafite e le pinze, di diverse forme e grandezze.

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