Il Lago di Viverone.

Il Lago di Viverone.

Oggi il Lago di Viverone è inserito tra i “Siti Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino – Patrimonio dell’Umanità Unesco“. Il sito archeologico è protetto dalle acque a una profondità tra i 2 e i 3 metri, a 70 m dall’unico emissario artificiale del lago, in un’area di paludi, prati e pioppeti. Il sito è costituito dalle parti inferiori di oltre 5000 pali conficcati nel fondale, che sorreggevano le strutture di un grande villaggio dalla planimetria di forma circolare, di circa 70 m di diametro.

Il villaggio è un ottimo esempio di struttura abitativa dell’Età del Bronzo: si conservano resti sufficienti per ricostruire con precisione le capanne, le staccionate e i camminamenti in legno. All’interno del villaggio si trovavano abitazioni e recinti per gli animali e si possono ben individuare due palizzate perimetrali (una sorta di cinta muraria), attraversate da un lungo sentiero che proveniva dall’entroterra. Va infatti ricordato che le palafitte preistoriche/protostoriche non erano costruite sull’acqua, come da sempre si immagina, bensì sulle sponde dei laghi: i piani erano infatti rialzati solo per ripararsi dall’umidità del suolo e dalle piene improvvise.
Gli scavi archeologici e le campagne di archeologia subacquea hanno portato alla luce una grande quantità di reperti (prevalentemente spade, asce, spilloni e ornamenti femminili) che permettono di ricostruire la vita di una comunità della media età del Bronzo. I reperti sono conservati al Museo di Antichità di Torino e al Museo del Territorio Biellese.

L’ambiente intorno al sito è una suggestiva area di paludi, prati e pioppeti, anche in questo caso protetta da specifiche norme di tutela ambientale italiana ed europea. Il Lago di Viverone è il terzo per dimensione in Piemonte, collocato  nell’estrema parte orientale del Canavese, tra la parte meridionale della provincia di Biella (la maggior parte dell’area è infatti sotto al comune di Viverone) e il Lido di Anzasco, in provincia di Torino. Si tratta di un lago di origine glaciale, formatosi come gli altri laghi dell’arco alpino, durante il Quaternario.