Siamo a ridosso delle Alpi biellesi, su uno di quei tanti “brik,” come vengono chiamati nel dialetto locale. In particolare siamo proprio sul “Brik Burcina”, dove dal 1980 la Regione Piemonte ha istituito la Riserva Naturale Speciale del Parco Burcina. Il Parco della Burcina, un vero e proprio giardino storico collinare, è dedicato a Felice Piacenza, figlio di quel Giovanni Piacenza che a metà Ottocento iniziò ad acquistare vari terreni sul versante SW per piantumarli a sequoie (nella porzione verso il lago), a cedri dell’Atlante (nella parte più in quota) e a pini strobus. Il figlio Felice per quasi 50 anni lavorò nella stessa direzione, senza l’ausilio di alcun architetto, tracciando strade e sentieri e dando vita alla celebre quanto spettacolare valle dei rododendri che a metà maggio incanta qualunque visitatore con le sue fioriture. L’aspetto paesaggistico è decisamente d’impatto: vi si trovano un laghetto romantico, aree a prato contornate da boschi, la faggeta del Pian plà, il viale dei liriodendri, la valle dei rododendri, l’area mediterranea, senza dimenticare la vista sulle montagne e quella sulla pianura a far da sfondo.
Il figlio di Felice, Enzo, nel 1950 realizzò il nuovo ingresso e per 15 anni invitò al parco i più famosi botanici europei, ripiantando varie zone del parco distrutte dal vento föhn del febbraio 1967. Il figlio di Enzo, Guido, oggi è il presidente dell’Ente Parco, che gestisce una superficie di 57 ettari di proprietà comunale tra la Valle Elvo, la Valle Oropa e Biella.

I momenti migliori per visitare il parco e per godere dei suoi colori sono la primavera (rododendri, azalee, rose, camelie eccetera), l’estate (ortensie) e l’autunno (colorazione autunnale).

Questa è la mappa per raggiungere il Parco della Burcina.


Visualizzazione ingrandita della mappa