Un museo che porta indietro nelle tradizioni, nella vita di un tempo… in quelle attività che hanno costituito la linfa del Biellese…

Il Museo Laboratorio del Mortigliengo, a Mezzana Mortigliengo, è composto infatti da diversi ambienti che raccontano la vita e il lavoro di qualche secolo fa, fino al secondo dopoguerra.

Si parte dalla produzione di olio di noci, una delle poche attivita’ a consentire il commercio nel Mortigliengo. Nato per essere utilizzato per l’illuminazione, l’olio di noci e’ stato poi utilizzato come medicinale e come condimento. Qui i documenti parlano di torchio da olio con relativo frantoio o pista: abbiamo infatti una macina, la “cassarola” (pentola in ghisa) e il torchio. Dalla pigiatura di 6 chili di noci si ricavava un chilo di olio. Accanto a questo impianto produttivo, nel museo troviamo la cantina e la stalla.

Salendo poi al piano superiore si incontrano due ambienti estremamente diversi ma altrettanto importanti: la falegnameria e la cucina. Proprio in quest’ultima si può notare il pavimento ribassato: quando il camino veniva utilizzato per l’essiccazione delle castagne, il fumo veniva in questo modo deviato in modo da non affumicare gli occupanti!

Al secondo piano, dopo la camera da letto, si possono vedere altri due ambienti produttivi: la stanza della filatura della canapa, dove vedere tutti gli attrezzi e le diverse varietà di piante utilizzate, e il locale per la tessitura della canapa stessa. Il telaio è la macchina piu’ complessa, in questo caso costruita a incastro, con solo i chiodi usati per le manutenzioni nel corso degli anni e con ancora evidente lo stemma della famiglia walser che ne era proprietaria. Il telaio era caricato con circa 400 fili di canapa filata a mano e tenuti assieme da una sorta di colla!

Nel sottotetto, infine, ecco la terza lavorazione documentata: quella della pianta del castagno e delle castagne. C’e’ la “gra’” (un essiccatoio) dove le castagne si essicavano con il fumo in 20-25 giorni, giorno e notte. Per girare le castagne veniva invece utilizzato il “rastel dla gra’”, dalla forma molto strana.

In una sede leggermente distaccata si trova infine la cantina per la produzione dell’aceto di mele, molto ricercato in Piemonte perchè bianco, mentre le uve piemontesi davano molti tipi di aceti rossi. L’aceto serviva come disinfettante, conservante, deodorante, bibita dissetante, sgrassante e anche come anticoncezionale!

  • Questa è la mappa per raggiungere Mezzana Mortigliengo