I menhir di Cavaglià

I menhir di Cavaglià

Ora in provincia di Biella, ma strettamente legato alla storia del territorio dell’antico Vercellese, il castello di Cavaglià venne scoperto grazie a una fotografia aerea realizzata per l’Atlante dal Gruppo Archeologico Vercellese. Si trova alle porte est del paese (verso Santhià) e fu fatto costruire dalla ricca famiglia Rondolino nella prima metà del XVIII secolo, per essere poi completamente ristrutturato in stile neo-medioevale alla fine del XIX secolo.

Non meno interessante è il non lontano sito del castello e borgo di Castronovo, ora in comune di Roppolo. Abbandonato dai suoi signori e da tutti gli abitanti per il mancato accordo con il borgofranco di Cavaglià negli anni della sua formazione e per il rifiuto di prestare giuramento al comune di Vercelli, si tratta di un vero piccolo gioiello: è parte di un insediamento d’origine tardo-romana a cavallo tra il IV e V secolo, con pochi resti in località Pioglio, al confine oggi tra i due comuni, di un castrum, chiamato appunto Castronovo, sulla cima della collinetta San Giacomo. La sua esistenza è provata in documenti risalenti al 1034.

Ma la vera attrazione di questo comune è il più grosso cerchio di pietre del Piemonte, sito archeologico preistorico di rilevanza importantissima. Si tratta di grossi menhir, probabilmente spostati dalla loro posizione originaria negli anni Settanta, per necessità edilizie: furono ammucchiati poco lontano e alcuni vennero trasportati in giardini privati. Nel 2005 vennero poi segnalati alla soprintendenza ai Beni Archeologici della regione Piemonte da Luca Lenzi, studioso di menhir che aveva avuto modo di osservarne in altre regioni europee, dove reperti simili erano valorizzati e ben mantenuti. L’aspetto era quello di un antichissimo cromlech distrutto! Nonostante i reperti abbiano perso la posizione originaria, possiamo per fortuna vedere oggi, nei pressi della rotonda della statale Santhià – Biella, la ricostruzione di come doveva apparire un tempo. Potrebbe essere uno tra i più antichi luoghi di culto del nostro paese, datati all’età del ferro grazie alle primitive incisioni cruciformi e alla presenza di coppelle.