Era la fine di Aprile quando qualcuno in Inghilterra mi disse: «hai voglia di andare a lavorare a Biella?»
Io avevo 19 anni. Ho risposto: «dov’è Biella?»
«In Italia».
«Italia? Ah, sì, il Paese del sole!»
E quello è stato il mio primo errore. [Ride, mentre dietro le finestre si sente il ticchettio di una pioggia insistente…].

Sono arrivato qua il 5 di Maggio, ce l’ho ancora scritto nell’agenda, a casa. La prima sera ho mangiato un calzone e un piatto di spaghetti al ragù. Un abbinamento un po’ strano. Con tre birre. E ho dormito in un camion davanti ai giardini di Biella, perché ero venuto qua in autostop. Pioveva e ha piovuto per tre settimane. Non so se è stato questo il primo sbaglio della mia vita.

Oppure 25 anni dopo, quando ho cambiato lavoro perché non andavo più d’accordo con gli inglesi, oppure 5 anni dopo quando, parlando col mio amico Carmine De Luca – e forse anche questo è uno sbaglio – ci siamo detti: «e se facessimo delle lavorazioni della lana per gli allevatori?». Oppure quando ci siamo trovati a Miagliano, quando il signor Botto mi ha dato le chiavi della fabbrica e ha detto: «vai lì a vedere se riesci a trovare un ufficio dove puoi realizzare questa tua idea». La fabbrica, abbandonata, era enorme e c’erano tantissime chiavi: ci ho messo un’ora solo per trovare quella del cancello. Oppure, ancora, quando ho conosciuto delle altre persone che mi hanno detto: «perché non apri di più la fabbrica?». Così ho incominciato ad avere contatti con loro [indica i componenti dell’associazione Amici della Lana]. Chissà se questo è stato un altro errore della mia vita… [sempre sorridendo].

Filo conduttore di tutte queste avventure è la lana. E’ questa passione che è cresciuta dentro di me. E chi avrebbe mai detto il 5 di Maggio 1980, quando pioveva, quando dormivo in quel camion, che mi sarei ritrovato qui, nei locali della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, per presentare tutto ciò? Non ci avevo pensato. E’ stata la storia della lana, ma non come tessuto, io di tessuto non capisco niente. Tante persone a Biella sono esperte di tessuti. Ma di questa lana sporca, a contatto con l’allevatore, qui non c’è tanta conoscenza. Però c’è tanta voglia di insegnare in noi, e tanta voglia di imparare là fuori.

Abbiamo fatto questa esperienza: i giovani, anche i più vecchi… Nessuno sa come si fa una maglia di lana. Sì, si usa il filo. Ma da dove arriva? Da quali pecore? Come funziona il sistema? E’ questo che ci ha motivati a creare qualcosa di importante. Che sia per il Biellese, che sia per la Valle Cervo, che sia per orgoglio personale… Per orgoglio di Miagliano senz’altro: prima di questa attività, che è iniziata nel 2009, Miagliano la conoscevo per una multa per divieto di sosta che mi hanno dato nel 1994, l’unica che ho ricevuto in vita mia, perché sono inglese e io non parcheggio dove non si può…

Voi sapete che la vita è fatta di tanti passi, tanti piccoli pezzi. E si capisce che a noi ha dato un’opportunità enorme: la voglia di creare. Un gruppo di persone intorno a noi che hanno voglia di portare avanti questo discorso è molto più che un piacere, per me stesso e anche per Carmine. Tutto è partito da questo filo di lana…

Carmine De Luca e Nigel Thompson

Avete letto il racconto fatto da Nigel Thompson – fotografato sulla destra, insieme a Carmine de Luca – sulla genesi di “Biella The Wool Company”, l’impresa di cui è fondatore (formalmente,  un consorzio). Il nome fu scelto, tra l’altro, osservando che all’epoca le parole “Biella” e “Wool” non erano ancora state utilizzate online in modo combinato per essere rintracciabili nelle ricerche da tutto il mondo.

Biella The Wool Company valorizza la lana

Biella The Wool Company si rivolge ai piccoli allevatori di pecore, in Italia e all’estero, che normalmente dai loro greggi traggono latte o carne e che solitamente scartano la lana degli animali come rifiuto. Ci sono quasi 9 milioni di pecore solo in Italia, ma i piccoli allevatori non avevano convenienza a sfruttarne la lana.

L’innovazione di Biella The Wool Company è quindi offrire all’allevatore l’opportunità di trasformare i propri piccoli lotti di lana dal sucido al lavato, al filato, sino al prodotto finito come ad esempio maglie, sciarpe, tessuti. Le lavorazioni si fanno e si seguono a Biella, garantendo la piena tracciabilità e il rispetto per l’ambiente, in un distretto tessile italiano conosciuto in tutto il mondo per la sua eccellenza in produzione di manufatti lanieri.

L’allevatore viene seguito nella ricerca per la realizzazione di prodotti unici e personalizzati, con carattere e colori dedicati alla propria zona al fine di valorizzarne la cultura e la tradizione locale. Ricevere gli articoli finiti, confezionati e pronti per la vendita al dettaglio, etichettati con il proprio nome e con il marchio Biella The Wool Company.

Il messaggio sociale sotteso all’attività di questa azienda commerciale è di forte attualità e valore, in quanto riguarda il rispetto per la natura, il riuso, l’utilizzo di prodotti naturali per l’abbigliamento. Il lanificio Botto, sede dell’attività, inoltre, è una struttura ampia e che si presta per esperienze didattiche e di promozione della cultura industriale, e non solo, di Biella.

E’ nata così l’associazione non profit Amici della Lana, dove Manuela Tamietti e Marco Chiarato sono responsabili della programmazione culturale, col progetto Wool Experience.

Wool Experience, Lana a Miagliano, Biella

Quali sono gli obiettivi dell’associazione e del progetto Wool Experience?

Il progetto ha due obiettivi principali: da un lato far conoscere in modo divertente, insolito e interattivo la lana e i suoi pregi, quindi l’intento è di sensibilizzare e informare. Da quest’anno abbiamo iniziato a fare una serie di lezioni su questo argomento nelle scuole biellesi. Dall’altro, vogliamo fare di Miagliano e del Lanificio Botto un polo di attrazione culturale e turistica, riportando alla vita questo enorme complesso industriale che ha segnato la storia del paese e che ha un’enorme potenzialità di sviluppo.

Obiettivi ambiziosi che possono essere sostenuti anche dagli sponsor…

Non è un’operazione semplice, però nel tempo abbiamo stretto una rete di relazioni sul territorio che ci permette di poter realizzare tante attività. Ora avremmo bisogno di qualche sponsor che creda nella filosofia di questo progetto e ci sostenga economicamente.

Tra di essi possiamo per ora annoverare la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, che ci ha riconosciuto un contributo molto importante e che ringraziamo davvero per questo.

Le novità 2016

Il Lanificio Botto (così come l’intera Miagliano) è entrato a far parte della Rete Museale Biellese e dal 2 Giugno 2016 sarà aperto e visitabile da tutti.

La stagione 2016 di “Wool Experience” ha in calendario oltre 50 eventi tra workshop, mostre, concerti, spettacoli teatrali, concorsi, gare, passeggiate, laboratori e molto altro ancora. I primi appuntamenti della stagione saranno i seguenti.

  • Domenica 29 Maggio, il workshop “Vuoti a perdere”, curato da Riccardo Poma e dedicato alla fotografia dell’archeologia industriale
  • Giovedì 2 Giugno, giornata inaugurale, quando sarà possibile avventurarsi con visite guidate anche nelle esposizioni “Fuori dal gregge”, dove si potranno approfondire le tante varietà della lana e gli usi possibili per ognuna, e “Miagliano da cartolina”. Inoltre ci sarà il workshop “Lana da mare”, laboratorio aperto a tutti per scoprire i segreti della lana.

Il programma completo e dettagliate informazioni si trovano nel sito Web: www.amicidellalana.it.

Il Lanificio Botto di Miagliano

Il concorso fotografico

“PhotoSheep” è il conocorso fotografico indetto dall’Associazione Amici della Lana che intende promuovere la conoscenza e la cultura della lana e dell’allevamento ovino, sensibilizzando le persone sul valore delle pecore e del mestiere del pastore: il tema, infatti, è la pecora e il suo ambiente; l’animale e l’attività umana che si sviluppa intorno ad essa; l’ovino colto nei sui vari aspetti e nel corso delle stagioni.

Il concorso è aperto a tutti, fotografi professionisti e amatoriali senza limiti di età, e il termine per l’invio delle immagini (quattro per ogni partecipante) è il 31 luglio prossimo. La premiazione si terrà il 1° ottobre. Le fotografie partecipanti andranno a costituire una mostra al Lanificio Botto e saranno utilizzate per presentazioni pubbliche ed eventi dal vivo organizzati in quel contesto.

Piemonte Orientale & Oltre è Media Partner di questo evento e pubblicherà alcune immagini in esclusiva.

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