Marco Trada

Marco Trada, dopo essersi laureato in Economia Aziendale con l’Università di Torino nel campus di Città Studi Biella e dopo un periodo di lavoro nell’azienda di famiglia, la Edilnol S.p.a. di Vigliano Biellese, si è iscritto al Master in Business Administration alla Edhec Business School.

Marco si è recentemente occupato di economia sociale e sviluppo sostenibile delle aziende partecipando all’Hult Prize, ed è questo l’argomento che vogliamo affrontare, dalla prospettiva aperta e internazionale di un giovane che ha le sue radici nel Piemonte Orientale.

In cosa consiste il percorso di formazione che stai affrontando e dove si svolge?

Sto svolgendo un MBA alla EDHEC Business School, in Francia. In generale, il Master in Business Administration (MBA) è il più importante master universitario di specializzazione manageriale post-laurea a cui si accede tramite selezione e previa precedente esperienza lavorativa di almeno 3 anni. Il programma  è nato negli Stati Uniti alla fine del diciannovesimo secolo ed è oggi offerto anche dalle migliori Business Schools europee.

Cosa ti ha spinto a questa scelta?

Sono sempre stato interessato a svolgere un master MBA, rispetto ad una laurea specialistica classica, dopo il mio percorso di laurea triennale all’Università di Torino. Le motivazioni sono sicuramente il DNA internazionale di questo tipo di programma (nella mia classe vi erano più di 30 nazionalità diverse da tutto il mondo e professori provenienti da Europa, Nord America e Sud America) ed il livello di esperienza professionale dei partecipanti. Infatti, il fatto di avere tra i requisiti di selezione almeno 3 anni di precedente e valida esperienza lavorativa rappresenta un aspetto fondamentale per il tuo apprendimento e sviluppo personale e professionale, soprattutto durante i numerosi progetti di gruppo.

Sei co-fondatore del Sustainable Development Club alla EDHEC Business School di Nizza: che finalità avete?

Durante l’MBA si ha la possibilità di partecipare alla vita studentesca tramite clubs di diverso tipo. Insieme a tre colleghi abbiamo deciso di fondare il nuovo Sustainable Development Club al fine di sviluppare e diffondere all’interno della scuola una cultura legata allo sviluppo sostenibile delle aziende, al rispetto dell’ambiente e delle persone: argomenti sempre più diffusi e di rilievo nel mondo economico di oggi.

Hai partecipato all’Hult Prize, il più grande concorso per studenti MBA che ci sia al mondo sul tema dell’imprenditorialità sociale. Che idea o progetto hai presentato?

Il tema di quest’anno prevedeva il miglioramento delle aree sovrappopolate del pianeta, dove la qualità di vita delle persone é scarsa. Dopo uno scambio con l’università di Stellenbosch, in Sud Africa, ed dopo aver visitato un’immensa area povera di Città del Capo, Khayelitsha, abbiamo incentrato la nostra idea sul miglioramento di questa zona attraverso lo sviluppo di un progetto legato al mondo del riciclo e riutilizzo dei rifiuti, in collaborazione con degli imprenditori locali.

Hai dichiarato che secondo te le grandi aziende impiegano troppo tempo a focalizzarsi sul profitto anziché sul loro impatto sulla società e sull’ambiente. Ci spieghi meglio questo punto di vista? E come potrebbe giovare, alle aziende stesse, questo impegno sociale?

Ritengo che, oggi più che mai, l’economia non debba dimenticare argomenti quali risorse naturali, ambiente e persone. Alcune grandi aziende, come sto avendo la possibilità di notare durante il mio stage MBA presso la multinazionale olandese AkzoNobel, si stanno tuttavia indirizzando verso il sostegno di queste tematiche al fine di dare un esempio alla società e garantire una qualità di vita idonea alle future generazioni.

Questo magazine si rivolge a pesone e imprese del Piemonte Orientale. Hai già pensato come la tua visione possa essere proficua nello scenario italiano o addirittura in quello locale? Ritieni che possa rappresentare una leva di sviluppo?

Penso che ogni realtà aziendale, piccola, media o grande, come ogni singolo individuo, possa fare la propria parte in questa tematica, anche solo attraverso piccoli gesti o cambi di abitudini. Il territorio piemontese, ed in particolare quello biellese che meglio conosco, è sicuramente riconosciuto per la qualità delle vita e le bellezze naturalistiche e, proprio per questi motivi, ritengo che questi aspetti debbano essere preservati e protetti.