Inizia una serie di interviste sui giovani e l’imprenditoria che ci porterà nelle diverse province del Piemonte Orientale. Partiamo dal Gruppo dei Giovani Imprenditori novaresi di Confindustria, che è già strettamente legato a quello di Vercelli.

Il 22 Gennaio 2016 è infatti nata ufficialmente Confindustria Novara Vercelli Valsesia, che entro la metà del 2017 unificherà il personale e i servizi delle due associazioni preesistenti AIN e CVV diventando l’unica organizzazione di rappresentanza del mondo industriale nelle province di Novara e di Vercelli (saranno mantenuti i presidi territoriali di Novara, Vercelli, Borgomanero e Borgosesia).

Confindustria Novara Vercelli Valsesia rappresenterà circa 800 imprese con oltre 45mila dipendenti complessivi.

 

Luca Ponzio e i Giovani Imprenditori di Novara

 

Luca Ponzio, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara

Luca Ponzio ha 38 anni e nell’ultima parte del 2015 è stato eletto presidente del Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) di Novara. Sarà quindi, insieme alla sua omologa vercellese Elena Bona, colui che seguirà l’unificazione dei due Gruppi Giovani Imprenditori e delle rispettive attività. Le collaborazioni tra i GGI delle due province, in realtà, sono già iniziate da alcuni anni e la più evidente è stata quella su Wooooow – Io e il mio futuro, format di manifestazione dedicata agli studenti la cui paternità si deve a Luca Ponzio e che è già stato portato in diverse province, inclusa appunto Vercelli. Ne parleremo meglio durante questa intervista.

Come si entra nel Gruppo Giovani Imprenditori? Quali sono i requisiti?

Il movimento nasce nell’ambito del sistema associativo di Confindustria. Per entrare è necessario avere responsabilità di gestione in aziende iscritte alle associazioni territoriali aderenti a Confindustria e una età compresa tra i 18 e i 40 anni. Non ultimo, è importante condividerne obiettivi e valori.

Il Gruppo Giovani Imprenditori svolge attività di rappresentanza verso le istituzioni italiane ed europee ed offre ai propri associati servizi come le visite imprenditoriali all’estero e il business matching fra imprese tradizionali e startup, si occupa di promuovere il Made in Italy nel mondo, contribuisce alla formazione imprenditoriale, all’orientamento dei ragazzi e al trasferimento tecnologico attraverso progetti di cultura di impresa e innovazione nelle scuole e università.

Il tuo mandato è particolare, perché guiderai il GGI di Novara alla fusione con quello di Vercelli e Valsesia. Quali sono comunque i tuoi obiettivi?

  • Il primo punto riguarda la costruzione di percorsi di formazione imprenditoriale per gli iscritti con il fine di potenziare e stimolare la crescita personale dei giovani imprenditori. Che cosa comporta fare impresa oggi, quali sono le dinamiche delle imprese di oggi, quali sono i modelli di impresa che funzionano e che cosa significa competitività, come si agevola il processo di creazione o efficientamento d’impresa, sono alcuni dei temi su cui ci interroghiamo.
  • Il secondo punto riguarda l’orientamento dei ragazzi, tema fondante del gruppo. Come può un “giovane” inserirsi nelle imprese di oggi? Di quali profili hanno bisogno le imprese? Come possiamo incentivare i più giovani a fare impresa? Parlando di orientamento, il progetto Wooooow continuerà ad essere al centro delle nostre attività in ambito education e quest’anno sarà dato molto spazio al tema dell’alternanza scuola lavoro, di grande attualità e interesse.
  • Il terzo punto riguarda la partecipazione associativa, determinante nell’ottica di sostegno e di sviluppo dei temi della rappresentanza E’ necessario rafforzare la presenza dei più giovani all’interno del gruppo e “passargli il testimone”, perché molti di noi stanno raggiungendo il limite di età. La composizione dell’attuale direttivo va proprio in questa direzione: delle sei persone in carica (Mara Bertolo, Alessandro Gino, Maddalena Guidetti, Daniele Iatta, Alberto Letizia, Andrea Notari) quattro sono under 30.

Alternanza scuola-lavoro: cosa prevede?

Alternanza-Scuola-Lavoro

Confindustria e il Ministero dell’Istruzione hanno firmato il 27 novembre 2015 il protocollo sull’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria nelle nostre scuole superiori. Si tratta di una svolta culturale, organizzativa e didattica sia per le imprese, sia per le scuole, nonché una grande opportunità per gli studenti di confrontarsi con il mondo del lavoro con largo anticipo rispetto alle prassi precedenti. L’obiettivo è quello di rafforzare le partnership scuola-impresa per assicurare l’effettiva opportunità per gli studenti di formarsi sul lavoro. Il testo del protocollo si può leggere nel sito Web del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (disponibile qui).

Anche a Novara stiamo discutendo con le parti coinvolte (istituti superiori, Ufficio scolastico provinciale e Camera di Commercio) per rendere operativo il protocollo.

Luca, parliamo ora di “Wooooow – Io e il mio futuro”, format che hai creato a Novara e che ha originato esperienze simili anche in altre province

Wooooow

Si rivolge agli studenti del quarto e quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado e dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado, è nato nel novembre 2012 e ha cadenza annuale. Apparentemente i giovani hanno molteplici opportunità, ma nei fatti non sempre sanno come coglierle. Devono poter scegliere la loro strada seguendo le loro passioni e devono farlo con criterio e ponderatezza. Wooooow cerca di aiutarli a prendere consapevolezza del proprio talento, delle proprie inclinazioni e delle concrete possibilità lavorative offerte da territorio locale e non solo.

Oltre 2.000 ragazzi, con i loro insegnanti e i loro genitori, nella prima edizione di Wooooow hanno potuto toccare con mano le diverse realtà imprenditoriali e formative del Novarese, fra più di 50 stand di scuole, istituzioni e imprese che si sono messe a completa disposizione degli studenti e oltre 15 workshop che hanno spaziato da temi quali le modalità per scrivere un CV e per sostenere un colloquio di lavoro, alle recenti misure normative in tema di flessibilità, alle opportunità di studio e di lavoro all’estero, alle nuove figure professionali legate alle tecnologie, all’evoluzione dei mestieri di più antica tradizione e molto altro. Negli anni il format è stato migliorato e la partecipazione degli studenti è cresciuta fino a toccare i 4.000 partecipanti e più nel corso dell’edizione 2015. Un grande evento formativo per i nostri ragazzi che sta prendendo piede anche in altre città piemontesi: è stato infatti “esportato” sia ad Asti, sia a Vercelli.

Cosa ti ha spinto a entrare nel GGI e cosa dovrebbe spingere i giovanissimi a questo tipo di associazionismo?

Sono entrato in associazione all’età di 32 anni, relativamente tardi quindi, e ho partecipato fin da subito alle attività organizzate dal gruppo giovani. Un’esperienza che ritengo oggi fra le più importanti che io abbia fatto nel mio percorso di crescita personale e imprenditoriale.

La partecipazione alla vita associativa ti dà la possibilità di essere parte attiva nel “difendere” gli interessi del mondo imprenditoriale, di rimanere costantemente e tempestivamente informato sulle tematiche legate all’imprenditorialità, di conoscere le dinamiche di funzionamento e di relazione dell’associazione con il mondo esterno, non ultimo di costruire un’importante rete di relazioni, elemento fondamentale per chi vuole fare l’imprenditore.

Le città del Piemonte Orientale sono luoghi adatti per lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali?

La città di provincia, così come la grande città, offre sempre più strumenti che consentono ai giovani di essere supportati nella creazione di nuove imprese. Mi riferisco senz’altro agli incubatori d’impresa (a Novara Enne3 svolge un ottimo lavoro di accompagnamento e formazione dei neo imprenditori), alle associazioni di categoria, a Confindustria col suo gruppo giovani imprenditori, che è a disposizione di chiunque abbia voglia di sapere di più del mondo dell’impresa, e a tutte quelle realtà che gravitano intorno al mondo del lavoro e della formazione.

L’importante, quando si ha in testa di diventare imprenditori, è trovare modalità per entrare in contatto con il tessuto imprenditoriale e industriale in cui si è portati ad operare, nell’ottica di farsi conoscere, di fare rete e di essere costantemente informati ed aggiornati.

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